Daniela

25 Ottobre 2007 1 commento
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Andrea e la FIOM

22 Ottobre 2007 Nessun commento
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Triangolazioni

18 Ottobre 2007 Nessun commento

Maradona e gli anni spensierati (ma anche il PRC e la FIOM)

18 Ottobre 2007 Nessun commento

Da una mail a Mara: 

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Morsa

17 Ottobre 2007 1 commento

Dove li metti?

12 Settembre 2007 Nessun commento
Oho!! Oho!! ma che è??!!?! mi so svegliato stamattina e cosa vedo??? cosa vedo??? Grillo che fa ribollire le piazze meglio che l’afa nel giorno di ferragosto a Venezia, centinaia di migliaia di dita alzate nel vecchio gesto del VAFFANCULO, ma poi? dopo che li abbiamo mandati a fare in culo, iche c’è??? NULLA, c’è Grillo, i suoi libri, la sua cesta di capelli e il suo sudore!
la sinistra unita e plurale che se qualcuno mi spiega che cazzo vuol dire….unita, ma eh eh eh attenzione compagni PLURALE (chemanco lo so pronunciare che c’ho problemi di logopedia!!)…nel senso che tutti insieme ma con le stesse poltrone di sempre, col cazzo che rinunciamo a essere segretari di partito….partito unico con una oligarchia di segretari…che bello!!!! Un partito, 4 segretari…ma anche 5…
poi mi giro e vedo che la mia azienda ha fatto 17milini di utile nel primo semetre 2007, e a noi non ci vogliono aumentare il buono mensa di 50 centesimi, la CGIL che fa la succursale del governo e di confindustria e del PD…allora mi viene da pensare, ma non è che PD Confindustria e Governo sono la stessa cosa?? qua qualcuno mi sta imbrogliando, qualcuno mente sapendo di mentina!!!!
E poi e poi… sx unita e plurale e poi però non è unita su niente nè sulle pensioni, nè sulla legge 30, nè sulla fecondazione (che io saprei come risolvere!!! Metti Alessandro a pisello ignudo in piazza e fai fecondare tutte le signorine che passano!!!), nè sull’inceneritore, nè sui lavavetri, nè sui tram, nè sui ‘mmericani!!!! ma unita dove, come, quando, perchè!! ecco PERCHE’!!!??? Unita pericchè??? Unita per andare dove? io metterei Grillo e Pecoraro Scanio a contrattare l’aumento del valore del buono mensa in azienda qua da me, Giordano lo metterei a fecondare insieme ad Alessandro, giusto per mantenere una altezza media dei futuri nascituri, Mussi lo metterei a fare il vinaio, Angius lo metterei in cantina, CHIUSO! Bertinotti lo metterei al posto di Alberto Angela a fare i documentari, Veltroni lo metterei….lo metterei …con Angius! Luxuria in piazza a fecondare non lo possiamo mettere per ovvie ragioni…. D’Alema lo metterei sulla sua basca e poi ci do la mazzetta al marinaio e lo faccio abbandonare sulle coste della Papua Nuova Guinea. Fassino lo metterei all’ingrasso e poi ci faccio le sacicce, Mastella è già pronto per fare le sacicce, Berlusconi, Bossi, Fini li metterei a lavorare al posto mio (tanto di 3 non ne fanno 1) e io me ne vado tutto il giorno in giro a cazzeggiare e se mi trovo dalle parti di Alessandro gli do una mano, va’!…
PS: e la FIOM però ha votato NO, però non è un NO, è un NI…e allora non si può essere estremi, perchè da Roma ilPartito dice che non dobbiamo cadere… a me mi sta bene il NO…io ‘staccordo non lo voto cazzo!!!!!
Notte
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Aprendomi

13 Agosto 2007 Nessun commento

Per quanto riguarda la ns chiacchierata di ieri circa "la qualità/quantità"…. in effetti non ci pensavo tanto in questi gg… era lì latente, e il tuo "e però lo devi dire a claudio che anche tu sei pasato alla qualità…." mi ha un po’ messo paura, ho pensato "ohho cavolo se dani me lo dice, forse per lei è un problema, se ne è accorta, vede la differenza, non le basto più…vorrebbe di più. vorrebbe sempre antonio lì pronto, sempre funzionaante…."… e allora l’icupimento, la mente che viaggia….

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Azioni

9 Febbraio 2007 1 commento


Ieri ricevo una telefonata da un mio amico, Matteo.

M: “ciao Anto’, come va?”

A: “bene, bene, grazie! Dimmi Matte!”

M: “senti, stasera c’è mio fratello che legge dei passi di Dante, in una libreria di azione (n.d.a. qua non faccio molto caso al nome) a San Frediano. Che ci vieni?”

A: “certo, simpatica la cosa. Dai, così ci incontriamo, che è da tanto che non ci vediamo. A che ora?”

M: “Verso le 21.30″

A: “Ok, io sono già in centro, ti rggiungo lì”

M: “ok, io arriverò un po’ più tardi, ma ci vediamo lì”

ciao ciao

Alle 17.00 esco da lavoro, vado in centro per una riunione, finisco la riunione verso le 20.00.

“bene” mi dico “ho tutto il tempo di prendermi una birretta, mangiare un panino e farmi un bel giro per Firenze!”

Birra a Santa Croce, panino più birra piccola a Santo Spirito, tra una cosa e l’altra un bel giro tra i vicoletti (ce ne sono certi a Firenze, in zona tra Ponte Vecchio e Palazzo Pitti, molto simili a quelli di Napoli)….

arrivano le 21.20, mi dirigo a San Frediano. Telefono ad Ilaria (la ragazza di Matteo) due chiacchiere e poi “Senti Ila’, ma dov’è di preciso sto posto?”

e lei “subito dopo l’arco si San frediano, sulla destra, lì vicino c’è un risto cinese…”

A: “ok, ok, grazie…”

passo l’arco, passo il risto cinese….”oho! ecco! un bel po’ di gente fuori da un locale!” mi dico.

Entro, do uno sguardo in giro, “bhè Ila mi ha detto che era una spece di libreria, e libri ce ne sono, Matteo mi aveva detto che era una cosa tipo “azione qualcosa” e questa mi pare la sede di azione gay e lesbica…Ci siamo, è qui!”

Mando un sms a Matteo -Ci sono, sono già dentro-

Un sacco di gente, schermo, casse, microfono…bene bene, tra un po’ inizieranno!

Do una mano a sistemare le sedie in fono alla sala, faccio una offerta nella cassettina all’ingresso…mi siedo prendo un posto per Matteo…aspetto…aspetto..aspetto…

Una ragazza prende il microfono “oho ecco, vai che si inizia!!! chi sa Matteo dove sarà…vabbè…arriverà!”

La ragazza: “Buona sera a tutti/e, bene direi che possiamo iniziare con…la proiezione del film…”

io penso: “la proiezione del film!!?!?!?!….ma…ma… ma forse Jacopo farà una introduzione leggendo qualche passo di Dante…..”

la ragazza continua “faranno una breve introduzione le due registe del film….”

OPS!!! devo aver sbagliato locale….nel frattempo sono passati ormai 40 minuti…

faccio finta di aver ricevuto una telefonata “si! dimmi, certo certo…” ed esco dal locale grazie alla finta conversazione…

“ma, dove ca..o, sarà sto posto???” Alzo lo sguardo e 50m + avanti altro locale con gente fuori…”ops…forse sarà lì!” Mi incammino, arrivo davanti ad una libreria do uno sguardo dentro…Jacopo è lì

Entro e Jacopo mi vede subito, tra la gente si fa avanti “Ooooo, finalmente sei arrivato….guarda…Abbiamo appena finito!”

“eeee…mmmm…Marò, Jacopo, mi dispiace…sapessi che ho combinato…sono stato 40minuti seduto lì, nella sede di azione gay e lesbica…” e gli racconto l’accaduto.

Dopo qualche minuto, sento un gruppetto di persone (che non conosco) che parlano tra loro…una fa “si, si…eh eh eh…è rimasto 40 minuti seduto nella sede di azione gay e lesbica….ahahahha”

concludendo…in effetti anche la libreria era una cosa con “AZIONE” ma tipo “azione rivoluzionaria-socialista….”

Azione gay, azione rivoluzionaria…sempre Azione è!!!!

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Seconda Storiellina

31 Gennaio 2007 Nessun commento


L’ANTEFATTO [I'PPuro]

Insomma a quel punto non ci vidi più, avevo perso gli occhiali e quindi cercai altrove dove non mi potevano trovare. Presi la vanga e iniziai a scavare una buca enorme dove poter metterci delle sigarette regalatemi da Gionh. Lui era un tipo strano di quei tipi che non si trovano tutti i giorni (infatti usciva solo dopo le 23)??????. Comunque l’importante era sempre la salute, si stare bene rilassarsi di modo che dopo 53minuti, lo stomaco emana quel sapore di frutta e verdura. Il problema dei giovani e che spesso si lasciano coinvolgere in situazioni più grandi di loro………………

IL FATTO [IO]

E Gionh, che non usciva mai di giorn, tutto questo lo sapeva!
Eh, sì! Perchè Gionh più di una volta si era ficcato nei guai, e una volta si era ficcato anche dei guanti, ma non è di questo che vogliamo parlare stasera.
Gionh, ripeteva sempre fra se e se, quando era a preparare il tacchino ripieno: “io da ragazzino non mi dovevo far coinvolgere in quella situazione più grande di me, io da ragazzino non mi dovevo far coinvolgere in quella situazione più grande di me, io da ragazzino non mi dovevo far coinvolgere in quella situazione più grande di me…” e così dicendo e così pensando, finiva sempre che il tacchino si bruciava, e Gionh era costretto ad andare al ristorante. Ma l’unico ristorante del suo quartiere era una vecchia osteria che tutti i camionisti conoscevano bene, “Il Mestolone D’Oro”. Lì fin dagli anni 50 potevi mangiare con poco, e con 50lire sperare anche di trovare quel calore che spesso manca ai solitari camionisti in viaggio per lo stivale. Certo agli inizi non era come ora. All’epoca il mestiere più vecchio del mondo era praticato solo da signore più o meno belle, più o meno vistose. Ma con il passare degli anni, forse per il nome stesso del locale che risvegliava tutt’altri pensieri, forse semplicemente per il mutare dei tempi e dei gusti, le frequentazioni de “Il Mestolone D’Oro” erano cambiate, di genere e colore. E le differenze divenivano sempre più labili, incerte. E allora non era raro trovare chi appositamente si recava nella vecchia osteria per provare il brivido di scamparla ai vibrioni che popolavano le cucine, o, e questi erano i più, per cercare brividi, sensazioni, posizioni, che tra le candide mura domestiche non era possibile scorgere.
E così Gionh, non certo per le frequentazioni del locale, si ritrovava sempre più spesso a cena nella vecchia osteria del suo quartiere.
Quel mese Gionh, era molto pensieroso, e tanti furono i tacchini bruciati e tante le cene alla locanda. Gionh era pensieroso e triste, e forse quella sera bevve un bicchiere di troppo. Fu così che però successe ciò che mai Gionh pensava potesse succedere. Rotti gli indugi si avvicinò alla donna più bella che avesse mai visto nel quartiere.
“Come ti chiami?” furono le uniche parole che Gionh riuscì ad emettere. “Camilla” disse lei freddamente, e senza alzare gli occhi dalla sua porzione di tacchino ripieno. Quel freddo gelò Gionh, che rimase fermo lì per qualche secondo, per poi decidere di tornare al suo posto.
“Eh, sì! E vero!” esclamo Camilla “mamma ha ragione, i veri uomini non esistono più!”.
Di scatto allora Gionh si voltò, e proprio in quel momento i suoi occhi incontrarono quelli di Camilla che lo guardava fisso nelle pupille, con quei suoi occhi neri da cerbiatta! Gionh accennò una parola, ma Camilla continuò “Ma come? Mi chiedi il mio nome, e tu, non mi dici il tuo?” e stette lì ad attendere che Gionh si pronunciasse. “Ehm…io credevo..sì, insomma …hai ragione” borbottò lui, ma poi ripresa sicurezza e audacia, e con voce decisa “Gionh, mi chiamo Gionh. Piacere”
“Oh, Gionh? Insolito come nome! Non sei di queste parti? Sei un camionista di passaggio, come tanti nel mio locale?”. “No, io…io abit…è tua l’osteria!!?” le chiese incredulo Gionh.
“No, di mio padre, io ci passo di tanto in tanto. Papà fa un tacchino ripieno favoloso!” esclamò Camilla, con l’entusiasmo di una bambina.
“E’ vero, io ci vengo apposta per il tacchino” in quell’attimo si immaginò con Camilla, a casa sua, mentre lui le preparava il tacchino, che però avrebbe bruciato come al solito. Ma scacciò via i brutti pensieri e trovò il coraggio per dire “sai, anche io sono bravissimo nel preparare il tacchino ripieno, la prossima volta potresti venire a casa mia e poi dirmi se sono più bravo di papà!”
Camilla arrossì e con un cenno della testa, più che con la flebile voce, accettò l’invito di Gionh.
“Bene!” disse lui “martedì sera, a casa mia. Abito qui vicino, in via del pifferaio, al 15. Ti lascio il mio telefono di casa”.
“Bene, a martedì sera allora, Gionh”
“A martedì, Camilla”.
Quella sera Gionh preparò il tacchino ripieno più buono del mondo, e con Camilla chiacchierarono tutta la notte. Quando i primi uccelli iniziarono a cantare e le prime luci del giorno a baciare la fresca rugiada, i due si resero conto che il tempo insieme era volato. Stanca, Camilla chiese a Gionh se poteva rimanere lì a dormire. Gionh preparò una brandina in camera sua, lui avrebbe dormito lì, lei nel suo letto. Sarà stato perchè la stanza era piccola, sarà stata la stanchezza, ma i due finirono per abbracciarsi, baciarsi, toccarsi, nel giro di una frazione di secondo. Camilla ebbe solo un attimo di indecisione, sentendo la pressione di lui sul suo inguine. Gionh era rinomato per le dimensioni del suo membro. Ma quando Camilla si tirò giù la gonna, Gionh esterrefatto pensò: “anche questa volta mi sono fatto coinvolgere in una situazione che è più grande di me!”

Prima Storiella

31 Gennaio 2007 Nessun commento


————————– L’ANTEFATTO —————————-
————————– I ‘PPuro ————————————
Poi inizierei con un antipastino della casa, sa da noi abbiamo solo prodotti genuini di quelli che non se ne trovano più.
Pensi che abbiamo ancora delle macchine per impastare dei primi dell’800′
E non le abbiamo mai lavate, questo per rispettare i canoni dell’epoca, noi siamo ancora oggi in grado di soddisfare le voglie di milioni di persone che vengono da noi ad acquistare, senza neanche assaggiare.
Questo soltanto per farti rendere conto dei sistemi lavorativi odierni.
Ma ritorniamo a noi, fin dalla notte dei tempi l’uomo ha dovuto combattere per la sopravvivenza, le cose non erano mai come sembravano. No affatto anzi dietro di esse spesso si nascondevano trappole infernali, abissi abissali, logge massoniche, loggette, camere, cucine, bagni……………
Il mistero aleggiava sul calar della sera ed esso non si accorse di essere seguito da due loschi individui. I due uomini gli stavano dietro già da giorni fin da quando aveva lasciato
la locanda di Brantek.
Antonin era un agente delle entrate, per questo non usciva spesso.
Quel giorno però le cose non andarono come sempre qualcosa sarebbe andata storta, Antonin prese un caffè e una fetta di torta, lui amava i dolci per questo bevve un amaro e se ne andò.

—————————– IL FATTO —————————
——————————- IO ———————————–
E i due loschi figuri, sapendo dell’amore di Antonin per l’amaro del capo, decisero di avvelenare tutte le torte del bar che Antonin era solito frequentare!
Ben presto però si resero conto dell’errore, e l’uno disse all’altro “bada, che nu’ artri avemo testè avvellenado dutte le torte, ma or ora mi sovviene, che ad Antonin piace l’amaro del capo, che come du ben sai è un amaro galabrese, e in guando amaro non è dolce”.
Allorché l’altro figuro si rese conto del grossolano errore, esclamò “Mannaggia ‘o cazz’! e mo’?! comm’ facimme!?!?!?”. E dai loro discorsi si può ben capire quale fosse il loro problema!!! Il primo era di Roccaraso, il secondo di Torre Annunziata. La comunicazione tra loro era molto difficile e spesso le loro azioni da loschi figuri venivano vanificate da questa babele di lingue!
Ma dopo una serie di disegnini, i due loschi figuri, decisero di porre rimedio al malfatto!
Il losco figuro di Roccaraso, che tra i due era il più scaltro, escogitò un piano che a parer suo era geniale.
Decisero così di travestirsi da signorine della Bauli e posisi davanti all’entrata del bar che Antonin, come dicevamo, era solito frequentare, approntarono un banchino promozionale per la promozione, appunto, di dolci e torte della Bauli, appunto.
Alle ore 7.00 a.m. in punto i due loschi figuri erano pronti ad entrare in azione, e rasatisi preventivamente e furbescamente barba e peli, indossate le minigonne, le calze autoreggenti e splendide scarpe con tacco a spillo, si apprestavano ad adescare il malcapitato Antonin.
Quest’ultimo, giunto davanti al bar che era solito frequentare, vide le due splendide hostess della Bauli, rimanendone letteralmente …folgorato!
In particolare Antonin rimase affascinato dalla finta hostess di Torre Annunziata, forse attirato dalle sue trecce nere come il basalto del Vesuvio, o forse semplicemente dallo sguardo malizioso che gli occhi nero corvino emanavano in quella luce che appena accenna a salutare le gocce di rugiada che il primo mattino accompagna verso stadi di materia in trasformazione.
A questo punto, la faccenda prende una piega assolutamente non prevista. I due loschi figuri si trovano a gestire situazioni inusuali e …inaspettate!
Antonin, innamoratosi in un battibaleno della finta hostess di Torre Annunziata, entra in quella fase di struggimento tipica delle prime fasi di innamoramento, per cui lo stomaco gli si stringe, e nonostante Antonin fosse un abitudinario, decise quella mattina di non bere il suo amaro del capo.
I due loschi figuri, non sapendo allora che pesci prendere, decisero di rivelarsi per ciò che erano! Due loschi figuri, appunto…
Ma ormai era troppo tardi, il cuore di Antonin batteva forte, lo stomaco chiuso. Ma l’amore è forte, e non vedendo più la sua dolce hostess lì davanti al bar, il nostro eroe Antonin, decise di iscriversi ad ingegneria meccanica e costruire un robot che assomigliasse alla hostess Vesuviana.
Allora, Antonin, rincorse il losco figuro di Torre Annunziata, e braccatolo, lo tramortì con un vigoroso colpo alla nuca, di quelli che aveva visto nei film di Bruce Lee.
Il losco figuro campano venne così imbalsamato da Antonin, che aveva da giovane seguito un corso di mummificazione egizia, rivestito da hostess ed usato come modello per l’automa che sarebbe diventata un giorno, appena fosse passata la legge sui pacs, l’eterno amore e moglie di Antonin.

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